...
..erano giorni freddi quelli che stava attraversando.
Con pioggia e nebbia nel cuore,
stava cercando di risollevarsi
da quella che poteva ormai definirsi
la sua ultima corsa.
L'animo era ghiacciato,
e con lui anche le speranze di una vita,
non dico migliore,
ma comprensibilmente adatta alle sue idee
e ai suoi veri sentimenti.
Crescendo aveva capito molto di sé,
di ciò che voleva,
di ciò che pensava,
di ciò che realmente desiderava.
Ma c'era qualcosa ancora che la tratteneva:
chi, delle persone che aveva accanto,
poteva realmente capirla?
Chi, sorridendo,
avrebbe potuto metterle la mano sul cuore,
senza considerarla impazzita?
Chi si sarebbe reso conto,
che seppur senza piume,
si sentiva sensibilmente un Angelo?
Chi?
Forse nessuno,
perchè fino ad allora
non aveva mai nemmeno sfiorato l'idea
di svelare ciò che dentro sentiva scorrere
da un po' di tempo a questa parte.
E forse era proprio quello
che l'aveva portata a questo punto
di possibile non ritorno.
Sentiva
che le strade possibili da prendere erano due:
la prima, forse la più semplice,
era quella di continuare a trattenere
per sé ogni sensazione ed ogni emozione
che poteva allontanarsi, per così dire,
da quella che era l'idea comune
a tutte le persone
che in quel momento la circondavano.
La seconda, ben più complicata,
era di prendere il coraggio a due mani,
e fregandosene di quello che era
la moralità,
la normalità
e quant'altro ci potesse essere di concreto,
iniziare a vivere
diventando l'espressione più perfetta
del mondo che viveva
sola ed in solitudine dentro sé stessa.
Quale delle due strade prese??
Nessuna...
sta ancora temporeggiando,
continuando, per sua natura,
a narrare di Angeli...