(FOTO: DAMIANO SPINELLI)
Assistere ad una loro esibizione live significa trovarsi immersi in melodie di un orecchiabile mai banale, ma sempre caldo ed emozionante, scorgendo le trame di quel "rock sanguigno e onirico" di cui parlano per descrivere la loro musica. Trame che, ascoltando un brano dopo l'altro, non fanno che infittirsi fino a creare un'atmosfera elegantemente intensa. Parliamo degli Zuma, band romana composta dalla voce di Benedetta Bianconi, dalle chitarre di Fabio Pizzuti e Andrea Lillini, dal basso di Luca Lupini e dalla batteria di Daniele Romaniello. Sono loro i vincitori per la sezione Musica Originale della quinta serata di "We A.R.E. the Festival".
Qual è l'origine e la natura del vostro progetto musicale?
Nasce tutto dall'intento di trasmettere passioni e sentimenti attraverso il suono di un rock contaminato da atmosfere sanguigne o oniriche.
Quali sono le influenze che pensate siano presenti nel vostro processo creativo?
Il rock americano degli anni '80 e '90 (Police, The Cure, Pearl Jam, Nirvana, Smashing, Pumpkins), il cantautorato italiano e alcuni episodi progressive nazionali (PFM , Le Orme).
Una canzone è spesso il risultato di una sinergia tra elementi e momenti diversi. Potreste descrivere come nasce una vostra canzone?
Alcune sgorgano spontanee in sala prove, seguendo un riff di chitarra o batteria; altre nascono nello spazio intimo di Fabio, per poi “girare” tra di noi su registrazioni improvvisate, in modo che ognuno, quando ispirato, aggiunga la sua impronta.
Potreste raccontarci un aneddoto legato al vostro gruppo?
Abbiamo avuto per 8 anni una voce maschile. L'apporto, anche come autore, dell'ex-cantante è ancora molto vivo. Ma siamo felici di aver scoperto che Zuma è una Dea; la componente femminile ha reso completo tutto e ci ha stimolato ad evolverci.
Come sono state finora le vostre esperienze live?
Suoniamo da quasi 10 anni e, anche se abbiamo suonato solo nei dintorni di Roma, siamo felici di aver calpestato molti palchi, alcuni più prestigiosi, altri meno... In mezzo a imprevisti, difetti di organizzazione e mancanza di attenzione, siamo felici di essere cresciuti. Ogni serata, anche se partita male, può dare grandi emozioni!
Come la pensate sul dibattito creatosi in seguito alla diffusione di musica tramite il peer-to-peer?
Crediamo in una massiccia riforma del sistema discografico. Come tutte le cose complesse, spesso viene evitata e si continua con un'inutile battaglia al file-sharing. Solo un'attenzione alle nuove tecnologie, una rinuncia ad incassi sproporzionati per discografici e impresari, potrà riportare legalità e convenienza a convivere.
Quali sono i vostri progetti per il futuro?
Molti concerti e un promo-demo. In troppi si accalcano a produrre un “disco” troppo avventatamente. Cercheremo una produzione attenta ed efficace per far uscire il nostro primo lavoro.
Come siete venuti a conoscenza di Arte Roma Eventi?
Ho sentito parlare di Damiano da alcuni amici, del suo impegno e della sua voglia di fare. È un bel progetto, trasparente, semplice.
Cosa vi piace e cosa cambiereste di Arte Roma Eventi?
Credo sia presto per fare bilanci. Di sicuro queste serate aiutano a conoscersi.
C'è qualcos'altro che vorreste aggiungere e che non è stato ancora detto?
Grazie.
Per saperne di più sulla musica e sui concerti degli Zuma, visitate la loro pagina cliccando su http://arteromaeventi.ning.com/profile/Zuma.
(a cura di Luciana Forti)