(FOTO: DAMIANO SPINELLI)
La vittoria per la sezione Musica Originale, nella settima serata di "We A.R.E. the Festival", è stata assegnata a La Stanza di Skinner, band romana formatasi nel 1998. Nella loro musica i momenti "metallosi", pieni e ben costruiti, lasciano spazio ai momenti "grungiosi", degni della migliore tradizione musicale proveniente dal circondario di Seattle. Questa alternanza, poi, è percorsa dalle influenze più varie, creando un intreccio di temi musicali e narrativi tali da rendere ogni brano un piccolo-grande viaggio all'interno di un microcosmo. Qualche giorno prima della loro esibizione al Felt, abbiamo rivolto alcune domande a Valerio, cantante e chitarrista della band.
Come nasce "La stanza di Skinner"?
La stanza di Skinner nasce nel 1998. Concettualmente ispirata da un personaggio di un romanzo di William Gibson "Luci virtuali", propone una miscela di hard rock e metal rigorosamente in italiano. La band è sempre stata costituita da quattro elementi, che oggi sono: Valerio (chitarra/voce), Davide (batteria), Fabio (chitarra) e Stefano (basso).
Ti va di raccontare chi è Skinner in "Luci virtuali" e i motivi per cui vi ha ispirati?
Skinner è un vecchietto che in gioventù aveva guidato una rivolta di reietti, i quali come estremo simbolo di protesta avevano costruito i propri alloggi sospesi a mezz'aria sotto un ponte ;-). In "Luci Virtuali" la rivolta è stata sedata e si è risolta in un nulla di fatto, ma Skinner nonostante tutto continua a vivere, isolato, in quella casetta di lamiere, attaccata, dio solo sa come, sotto il ponte. Noi siamo quelle pareti di lamiera (non a caso siamo proprio quattro) che a mezz'aria mantengono inalterato lo stato "rivoluzionario" di Skinner, che ha spostato il suo campo d'azione dal mondo circostante al mondo interiore... Anche la nostra musica rappresenta, almeno per noi, una trasposizione creativa della nostra personale aspirazione rivoluzionaria, tutto qui. Se dai un'occhiata al video di UILLI (alla regia il grandissimo Alessandro "Jordi" Giordani), vi troverai espresso più o meno lo stesso concetto: spesso è proprio dietro l'apparente e "serafica" quotidianeità, che si cela il fuoco creativo più inaspettato, eh eh!
In che modo viene creata una vostra canzone?
Normalmente Valerio e Fabio portano in sala dei giri di chitarra, più o meno strutturati sotto forma di canzone, e si inizia insieme a suonarci sopra. Ogni elemento porta il suo contributo, in termini di arrangiamento o di stravolgimento del pezzo, sottoponendolo in maniera naturale all'approvazione del resto della band. Nello specifico, è il modo in cui Davide decide di cadenzare le ritmiche che finisce spesso per "orientare" in un senso o nell’altro lo stile del pezzo. Solo quando il brano è un minimo strutturato viene aggiunta la voce, seguendo il mood di Valerio e la sua ispirazione del momento. Spesso l'aggiunta della voce porta ad ulteriori "aggiustamenti" in termine di struttura, ma a quel punto la canzone può considerarsi ultimata.
Chi è "Uilli"? Si tratta forse di William Gibson, "Willie", assunto come interlocutore?
Ma come hai fatto ? Fino ad oggi non l'aveva mai capito nessuno!!! In realtà nel video di UILLI abbiamo messo un piccolo indizio (si vede la copertina di un libro di Gibson) ma non c'era mai arrivato nessuno...ti adorooooo!!!!!
Quali sono le influenze presenti nel vostro processo creativo?
Le ispirazioni sono le più varie; principalmente la vita di tutti i giorni, la voglia di esprimersi nonostante tutto e un certo sano infantilismo ;-)
Per quanto riguarda le influenze di tipo musicale, qual è il vostro rapporto con esse (di chiara ispirazione, distacco, rimescolamento...)? Sembra esserci anche la mitologia greca tra le vostre influenze...
Domanda difficile. A parte io e Stefano che abbiamo la passione in comune per Tool e Opeth, Davide è molto legato, anche come approccio allo strumento, ai Dream Theater, mentre Fabio all'hard rock anni '80 inizi anni '90. È chiaro che quello che ne viene fuori...è un gran casino;-). Se poi ci aggiungi come elemento il cantato in italiano, assolutamente estraneo a quel tipo di influenze, capisci bene che ricondurre la nostra musica a qualcosa di particolare, anche per noi diventa molto difficile. Sulla mitologia greca sei stata bravissima... Nei testi mi piace mettere elementi differenti (tipo frullatore), anche completamente stridenti tra di loro: intitolare la canzone “Agave” mi permetteva di fare contemporaneamente riferimento alla follia della figlia di Cadmio e Armonia e all'effetto che fa la tequila se si esagera con le quantità ;-)
Come e quando nasce il vostro logo? Contiene una simbologia particolare?
Come avrai capito, siamo molto attratti (io in modo particolare) dalla fantascienza. Il nostro logo è stato creato da Marco Sebastiani, un caro amico oltre che web designer ed ottimo bassista. Marco ha preso ispirazione da un noto crop circle, rivisitato allo scopo: un cerchio grande (la compiutezza del nostro immaginario, oltre che la solidità della stanza che vogliamo rappresentare), quattro cerchi più piccoli (le 4 pareti della stanza, i quattro musicisti che ci suonano), il bianco e il nero (le due facce della medaglia, la "rivoluzione" che da fuori viene spostata all'interno) e non ultimo, un simbolo che indica nella sua compiutezza la rotta di navigazione verso le stelle... Temo che da questa intervista verrà fuori l'idea di un gruppo di psicopatici ;-)
Potresti raccontarci un aneddoto legato al gruppo?
In undici anni di vita la band ne ha vissuti molti, alcuni divertenti altri meno, però crediamo che quello più significativo risalga a non più di tre mesi fa. Avevamo iniziato la ricerca di un bassista che fosse allo stesso tempo un buon musicista e soprattutto una persona che caratterialmente si amalgamasse con noi. Poi ci siamo scontrati anche con la difficoltà nel trovare luoghi che potessero darci la possibilità di esprimere la nostra musica. Tutto questo stava per causare lo scioglimento della band, cosa che poi non è avvenuta grazie alla grande passione per la musica e alla voglia di credere che questa "determinazione" prima o poi sarebbe stata ripagata.
Come sono state finora le vostre esperienze legate all'esibizione live?
Siamo sempre stato molto attivi, se si escludono forse gli ultimi due anni, durante i quali alcuni problemi di formazione ci hanno costretto a dedicarci più alla composizione e alla registrazione in studio che alle esibizioni live. Adesso siamo in piena fase di recupero e sicuramente l'occasione di suonare al Felt Club con Arte Roma Eventi ci darà tantissimo entusiasmo e incoraggiamento in questo senso.
La possibilità di poter fruire di musica liberamente ha reso la condivisione di file musicali una pratica molto comune, anche a fronte dei costi previsti per l'acquisto di CD. Questo fenomeno ha, però, creato un acceso dibattito in merito alle modalità di tutela dei diritti d'autore. Qual è la vostra opinione in merito?
Per noi che non siamo professionisti ovviamente il problema non si pone: il fatto che la musica circoli così velocemente e a costo zero diventa un fattore di diffusione molto positivo. Certo, però, bisognerebbe inventarsi un modo per tutelare ugualmente il diritto di autore, anche per permettere ai musicisti di continuare a fare il proprio "mestiere".
Quali sono i vostri progetti per il futuro?
Tantissimi live, soprattutto nel Lazio, giusto per riprendere il contatto con la scena. E poi una promozione adeguata del nostro video "Uilli" al momento sottoposto all’attenzione di All Music!!!
Come siete venuti a conoscenza di Arte Roma Eventi?
Tramite un amico, che ce ne ha segnalato il sito, parlandone più come un movimento vero e proprio che come un catalizzatore di eventi a Roma.
Cosa vi piace e cosa cambiereste di Arte Roma Eventi?
Per ora è perfetta così!!!
C'è qualcos'altro che vorresti aggiungere e che non è stato ancora detto?
Crediamo sia stato detto più o meno tutto, faremo del nostro meglio lì sul palco, cercando di trasmettere tutto il nostro entusiasmo e la nostra carica a chi sarà presente ad ascoltarci!
Un ringraziamento speciale va ad Arte Roma Eventi per l’invito e la possibilità che ci sta dando di esibirci in una manifestazione che riteniamo davvero interessante.
Per conoscere meglio i ragazzi de La Stanza di Skinner, potete visitare la loro pagina cliccando su http://arteromaeventi.ning.com/profile/lastanzadiskinner.
(a cura di Luciana Forti)