
Fabio Senna, il cantautore romano “nato su una nuvola diversa”, è stato tra i musicisti che hanno inaugurato la prima edizione di “We A.R.E. the Festival”. Le sue canzoni parlano di sogni, di addii, di mondi paralleli, di distanze percorribili solo attraverso universi sonori e di cosa possa significare essere artisti oggi. Gli abbiamo rivolto qualche domanda per conoscerlo meglio.
Qual è l'origine e la natura del tuo progetto musicale?
Il mio progetto musicale nasce da una passione sconfinata per la musica. Mi sono avvicinato al mondo musicale da piccolo, scoprendo che poteva darmi molto e che anch'io, a mia volta, potevo dare molto ad esso. Il mettersi in gioco attraverso pezzi propri nasce da una voglia di comunicazione e al tempo stesso di condivisione. È normale e ovvio che nei primi tempi si pensi che la strada delle cover sia la più immediata, ma i complimenti per un tuo pezzo, anche se piccoli, ti ripagano maggiormente.
Una canzone è spesso il risultato di una sinergia tra elementi e momenti diversi. Potresti descrivere come nasce una tua canzone?
A volte basta davvero molto poco. Una melodia improvvisata in mezzo al traffico, una parte ritmica che ti entra in mente ascoltando la radio, e poi tanto lavoro di limatura, di arrangiamento, di modifica continua. In fondo, un pezzo continua a vivere anche dopo la sua incisione ed è quindi giustamente sottoposto a nuove modifiche.
Quali sono le influenze che pensi siano presenti nel tuo processo creativo?
Il rock italiano anche non troppo recente e la scena cantautorale degli anni ’60 e ’70, mischiata al brit-pop anni ’90, penso identifichino abbastanza bene il mio genere. È chiaro che, specialmente agli inizi di una carriera compositiva, si sia soggetti a prediligere sonorità che sono il pane quotidiano per le nostre orecchie. Col tempo si acquista una propria dimensione e una propria linea guida sempre più netta.
Potresti raccontarci un aneddoto legato alla tua esperienza musicale?
Una volta mi hanno scambiato per il fonico in una serata in cui dovevo suonare, e continuavano a chiedermi informazioni su chi fosse 'sto “Fabio Senna”. Ho raccontato loro la mia storia e solo alla fine mi sono presentato.
Una componente spesso integrante della creazione musicale riguarda la possibilità di esibirsi dal vivo. Qual è stata la tua esperienza della scena musicale live romana? Hai avuto esperienze in altre città italiane o all'estero? Se sì, quale potrebbe essere il tuo bilancio?
In questo ultimo anno, i live nei locali romani si sono intensificati. Devo dire che forse, e dico forse, la tendenza spasmodica a prendere solo gruppi cover sta un po’ calando, a favore di una proposta inedita che nel campo romano trova terreno fertile. Ho avuto la possibilità di suonare varie volte in Toscana per concorsi simili al “We A.R.E. the Festival” e le problematiche riscontrate sono spesso simili.
La possibilità di poter fruire di musica liberamente ha reso la condivisione di file musicali una pratica molto comune, anche a fronte dei costi previsti per l'acquisto di CD. Questo fenomeno ha, però, creato un acceso dibattito in merito alle modalità di tutela dei diritti d'autore. Qual è la tua opinione in merito?
La possibilità di fruire e di avvicinarsi al mondo musicale in modo gratuito, con l’avvento di internet, è divenuta una cosa all’ordine del giorno. Non è necessario scaricare illegalmente per ascoltare buona musica. Un buon utilizzo dei myspace dà la possibilità di ascoltare artisti famosi e meno noti nella stessa maniera. D’altra parte, è giusto ricompensare con un prezzo adeguato il lavoro, gli sforzi e le spese affrontate per la produzione di un disco. È un fatto di cultura, ma anche di rispetto nei confronti della musica, cosa che nel nostro paese è andata via via sparendo.
Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Sicuramente suonare il più possibile nel panorama della mia città e registrare un E.p. autoprodotto, in attesa di chiamate per produzioni significative.
Come sei venuto a conoscenza di Arte Roma Eventi?
Tramite facebook avevo letto di un evento di natura fotografica e lì ho trovato il contatto di Damiano.
Cosa ti piace e cosa cambieresti di Arte Roma Eventi?
Per adesso nulla da cambiare, la gestione di gruppi cover ed inediti insieme è giusta. Il locale si presta bene ad una iniziativa del genere, avendo modo di dare spazio alle opere pittoriche e fotografiche.
C'è qualcos'altro che vorresti aggiungere e che non è stato ancora detto?
Un ringraziamento particolare al Felt per l’occasione. Vorrei sensibilizzare chi legge a cercare di tornare a rispettare la musica come succedeva in passato, perché la musica fa parte della nostra cultura. Invito anche ad ascoltare un po’ di più la musica di produzione italiana “underground”, perché si possono trovare delle sorprese interessanti.
Potete ascoltare la musica di Fabio, e conoscere le date dei suoi concerti, andando su http://arteromaeventi.ning.com/profile/fabiosenna.
(a cura di Luciana Forti)