arteromaeventi.com

Nell'arte ognuno può essere ciò che vuole

Buddismo e Società n.133 marzo aprile 2009
Speciale:
Vincere è una parola bella
di Manuela Vigorita
In ogni istante della vita possiamo rimanere intrappolati nei problemi
oppure intraprendere una lotta: i nemici su cui vincere sono la voglia di arrendersi, la paura, il dolore, il senso di impotenza

Vincere o perdere. Lotta. Battaglia. Lottare. Combattere. Non sono parole che amo, che sempre hanno risuonato in me in maniera bella. Anzi, talvolta mi sembra quasi che stridano col mio desiderio di pace, di felicità da condividere, con i miei sforzi di creare armonia. Ho persino cercato invano nell'etimologia di queste parole qualche significato che rimandasse ad altro, che non evocasse nemici, combattimenti, rese e perdenti. Eppure, se penso alle mie esperienze di fede, so benissimo cosa significa lottare, guardare in faccia i demoni e sfidarli. Scoprire dove si annidano, dove aggrediscono la mia voglia di recitare, la speranza che mi muove i passi. Dove contaminano i miei giorni di dubbio, trascuratezza, paura. Che siano gioie che distolgono, dolori che bruciano, sciagure che arrivano come un temporale a guastare il sapore dell'Illuminazione che cerco. So cosa significa sfidarli, guardarli negli occhi e dire con forza: non ho paura, fatevi pure avanti, qualsiasi cosa accada io non mi arrendo. L'ho imparato da Nichiren. Nichiren che guarda la propria vita e quella del suo paese, scorgendo in essa continuamente il bene e il male, la protezione degli shoten-zenjin o l'attacco di forze demoniache. Come se in ogni istante, in ogni gesto, in ogni parola che spendeva fosse in gioco tanto, tutto. La felicità e l'infelicità, la Buddità o l'ignoranza, l'oscurità o la saggezza non di qualcuno soltanto, non solo di se stesso, ma del suo paese, del mondo, della storia. Nichiren che mentre veniva condotto sul luogo in cui sarebbe stato giustiziato non si lamenta, non si commisera, non si sente vittima degli altri, del karma o delle circostanze. Non dubita del Sutra del Loto che sta propagando e per il quale viene condannato a morte, ma continua a credere con tale forza nelle parole di Shakyamuni da esortare quasi gridando le divinità buddiste che promisero di proteggere il devoto del Sutra del Loto, affinché tengano fede alla loro promessa. Non impugna armi, non offende vite, non ne toglie. Non fa guerre sante e sanguinarie contro nessuno perché ogni vita è degna di rispetto, ogni vita è manifestazione della Legge mistica. Lotta, questo sì, e con tutto se stesso, con l'unica arma che possiede, la più potente: la fede. Fino all'ultimo istante di vita crede che i suoi sforzi non saranno vani, che la verità contenuta come un gioiello nel Sutra del Loto verrà alla luce e porterà le persone a scoprire in sé quel gioiello. Che brilla di saggezza, passione, di rispetto e coraggio. Ecco, quando si vince con la fede, quando si riesce a illuminare quella parte della propria mente, del proprio corpo, della propria realtà che fa male, che ferma, non ci sono perdenti, non ci sono sconfitti. Perché vinciamo anche per chi non capisce, per chi non ci crede, per chi ci ha fatto o ci fa del male.
So che potrebbero sembrare solo belle parole. Ma credo che tutte le persone che praticano abbiano provato almeno per una volta quella strana gioia, quella strana forza ed energia che si sprigiona quando lottiamo con la fede. E non parlo di lottare contro qualcuno, di dimostrare di avere ragione a tutti i costi, né soltanto di affermare il giusto o di ottenere benefici. È una lotta che sta prima, una lotta che si fa davanti al Gohonzon, è lo sforzo di mantenere in noi stessi la fiducia in quello che persone illuminate ci hanno insegnato, ci stanno insegnando: che la Buddità possiamo chiamarla, farla emergere da noi stessi per illuminare paure, lamentele, voglie di fuggire in un luogo che non c'è.
È la nostra vita il campo di battaglia, l'unico campo. Non sono gli altri i nemici, ma quello che noi proviamo verso di loro. Non sono le circostanze negative gli ostacoli, ma la nostra voglia di arrenderci, il nostro sentirci inadeguati e senza speranza. Non sono le malattie o la morte i nostri demoni, ma la paura, il dolore che impedisce di vivere. Non è il potere malvagio a fermarci, ma il nostro senso di impotenza che immobilizza i giorni e li ripete uguali. C'è in ogni istante della nostra vita la possibilità di rimanerne intrappolati o di intraprendere una lotta. Con forza, davanti al Gohonzon, recitando o ricominciando a recitare credendo nella Buddità che Nichiren ha mostrato e lasciato per i nostri occhi. Perché continuassimo a impararla ogni giorno, ascoltando la nostra voce, guardando myo e tutti gli dei e i demoni e gli esseri di tutti i mondi concentrati ad ascoltare la Legge come noi, assieme a noi. Anche adesso il nostro corpo, la nostra mente, la nostra vita è questo campo di battaglia. Non importano gli errori commessi, gli sbagli, i pensieri inutili, il tempo perso, in ogni "adesso" possiamo ricominciare a recitare con lo spirito di vincere l'oscurità che ci sta fermando. Anche se ancora non la vediamo. Anche se non ci sembra di averne tanta. "Lucidando lo specchio", come afferma una famosa frase di Gosho, potremmo davvero vederla la nostra vita. Con i suoi antri bui e i suoi tranelli da stanare, riconoscere, curare. Con il suo potenziale, la sua gioia e la sua luce, in quel suo essere la manifestazione di Myoho-renge-kyo.
Certo, ci vuole coraggio. Ci vuole il coraggio di recitare molto, di non lasciarsi prendere da pigrizia, arroganza, superficialità. Ci vuole allenamento e voglia di crescere sempre, voglia davvero di imparare a contare prima e solo sulla propria fede. Prima dei pensieri e dei giudizi, delle rabbie, anche prima dei dolori. E sicuramente è una fatica immane. Così come è faticoso e spesso poco soddisfacente il vivere in questo mondo di sofferenza, di saha come recita il sutra. Ma è una fatica bella, è una fatica che sa di verità e di gioia quella di quando lottiamo contro la nostra oscurità, una fatica preziosa e appagante rispetto a quella di esserne succubi, preda di emozioni, pensieri, azioni e reazioni a catena che non costruiscono nulla. Ed è una lotta che sa di amore. Perché ogni volta che ho vinto io so che non ho vinto solo per me. Perché la vita che ho scelto, che ho tra le mani, è l'unico strumento che possiedo per provare a illuminare, anche di poco poco, il mondo. E ogni volta che vinco su un demone, su un ostacolo, sull'oscurità che annerisce la mia vita e i miei stati vitali, spargo di gioia l'universo.
Per questo i demoni non devono fare paura. Che "il saggio si rallegra e lo stupido indietreggia", forse significa anche questo. Rallegrarmi di poter cambiare, inventare di nuovo e da capo la vita e con la mia vita tutto quello che tocco, che annuso, che guardo. E se li riconosciamo i nostri demoni, se siamo allenati o ci alleniamo a riconoscerli, iniziamo già a sconfiggerli, soltanto a vederli chiari nel loro limpido intento di allontanarci dalla fede e dal Gohonzon. Anche per questo forse il saggio si rallegra quando si accorge della loro apparizione. Per questo spero sempre di recitare con fede sufficiente a riconoscere quali demoni stanno fermando o "succhiando" la mia vita. Per questo quando vedo una persona annebbiata, affogata nel dolore o nei limiti dentro cui affonda la sua concentrazione, spero che reciti abbastanza da vedere la nebbia che la ostacola, i demoni che le stanno impedendo di vedere la strada della sua felicità. Perchè credo che quando una persona recita tanto li vede. Anzi, spesso è proprio la fatica di recitare, la non voglia, quella vocina dentro che dice non ce la faccio, non mi va, non serve poi tanto, è proprio quello un segnale che in qualche luogo della mia mente, della mia vita, il demone sta agendo. È quando non lotto che vince. Quando non mi sforzo fino in fondo, fino a sentirmi libera e felice ora, adesso, in questo preciso momento, quando non è la fede a lottare.
Ecco, ho forse fatto un poco pace con quel grumo di parole che dicono di battaglie e armi e guerre e perdite e vittorie. È al di là delle parole, e più delle parole, quel bene e quel male che possiamo creare. È nelle cose piccole come nelle grandi, nei sorrisi aperti o mancati, nel vivere e morire pieni o svuotati di speranze e di fede. Ikeda dice che è nei nostri cuori. Provo a dirlo meglio con le sue parole: «La fede conduce alla vittoria mentre la mancanza di fede e l'arroganza portano alla sconfitta. Buddismo è vincere o perdere, ma cosa esattamente ci permette di vincere? È il nostro cuore, la nostra mente. Tutto dipende dal fatto che il nostro cuore si trovi dalla parte della Legge corretta e non dell'errore. Quando il Daishonin afferma che il Buddismo riguarda la vittoria o la sconfitta sta riferendosi a questa lotta che avviene nel nostro cuore» (MDG, 2, 287).
È in questo nostro cuore che vincere può diventare bella come parola. Piena anche di pace, di rispetto per gli altri. E vera.

Etichette: buddismo di nichiren daishonin

Condividi

Commenta

Info su

Damiano Damiano ha creato questo social network su Ning.

WE A.R.E. THE FESTIVAL

Banner di arteromaeventi.com

Caricamento in corso...

la community per l'arte e la cultura a Roma - informazioni su artisti , eventi , mostre , concerti , spettacoli , performance, etc - forum

partners



vuoi far apparire il tuo evento fra gli eventi segnalati ? scopri come, scrivi a promozioni@arteromaeventi.com


CERCASI COLLABORATORI


COLLABORATORI CERCASI - STIAMO CERCANDO COLLABORATORI PER ATTIVITA' REDAZIONALE PER TUTTE LE AREE DEL FORUM (ANCHE PIU' DI UNO PER SINGOLA AREA) - Questa è una proposta rivolta a chi avesse l'esclusivo interesse a farsi conoscere come esperto del suo settore e non è previsto al momento alcun compenso a meno di eventuali introiti derivanti dalla collaborazione; per proporsi basta pubblicare direttamente nel Forum di competenza dove saranno oggetto di valutazione l'effettiva competenza in materia e la predisposizione alla scrittura.

© 2009   Creato da Damiano su Ning.   Crea il tuo social network personale

Banner  |  Segnala un problema  |  Privacy  |  Termini del servizio

Accedi alla chat





CONVENZIONI PER I MEMBRI DI ARTE ROMA EVENTI - BIGLIETTI RIDOTTI PER SPETTACOLI ED EVENTI




Se sei un membro di Arte Roma Eventi, puoi avere un 30% di sconto per il primo lavoro (di qualsiasi durata, anche un disco intero) e 20% di sconto sui lavori successivi


PER LA TUA PUBBLICITA' SU
ARTE ROMA EVENTI SCRIVI A partners@arteromaeventi.com



P.I. : 10344861009


arte roma eventi locale enoteche workshops racconti canzoni poesia racconto opera canzone casting studio locali enoteca pittura grafica fumetto youtube danza arti figurative letteratura videomaking scuole scuola disegno città cinema cultura annunci ballo arteromaeventi teatro radio pub musica fotografia scultura concorsi presentazioni performance ristorante ristoranti vini cucina cocktails scrittura stampa ufficio immagini vino fotografie video album quadri opere corsi corso concorso forum artisti artista poesie facebook netlog myspace televisione reading libri libro workshop gastronomia appuntamenti