Oggi vi parlerò dell’elemento Fuoco, energia yang, che sprigiona calore e luce. Questo è l’elemento del sole, della trasformazione e dell’immortalità. Il Fuoco è colui che ti scalda nelle freddi giornate invernali, anche il nostro corpo in un certo senso è calore, energia, potere attivo e del movimento. Il Fuoco è un potente taumaturgo, può compiere trasmutazione dei metalli, inoltre è in grado di modificare la materia, basta pensare al camino, che prima brucia il legno, poi la cenere che ne verrà, sarà usata per fertilizzare, il terreno vulcanico, che è lava solidificata ed è il terreno più ricco di sostanze minerali e nutritive. Le Salamandre sono gli spiriti elementari collegati a questo elemento, sono esseri fatti di fuoco, che bruciano tutto ciò che toccano, veloci, che con la loro danza creano armoniosi movimenti. Questi spiriti sono amici dei saggi, molto pericolosi, il colore che le contraddistingue è il rosso ed il punto cardinale il Sud. Se combinato con l’elemento Aria, il Fuoco diventa un fluido elettrico, calore, mentre combinato con acqua genera vapore. La sua corrispondenza maschile è il Dio del Sole Lugh e viene collegato all’athame, anche perché il Fuoco è collegato a metalli e ad armi ed è fondamentale per consacrare il vino da rituale nella coppa sacra.
Senza l’elemento Fuoco, senza la luce tutto sarebbe oscurità, immobilità. E’ il fuoco, l’elemento dinamico, la saetta che “creò” Terra e Cielo, Yin e Yang, il Fuoco della conoscenza.
Con il fuoco appare la divisione, la frammentazione dell’Unità. Le onde riflesse dal Fuoco, in un incendio di specchi impazziti, sprigionano infinite forme e colori. Charaka, il grande medico ayurvedico, definì simbolicamente la vita un intervallo tra due lampi.
“Tutti gli esseri viventi vengono al mondo con la febbre e muoiono con la febbre. La grande illusione è la febbre, il Fuoco, avvolte dalla febbre le creature non ricordano le azioni compiute nelle vite precedenti. Ed è solo la febbre che alla fine priva tutti gli esseri viventi dell’alito della vita”.
Il Fuoco primordiale, della nascita, della morte, il Fuoco che si riassorbe nel fuoco.
Il lampo , simbolo del cambiamento, nel suo moto zigzagante divide il Tutto in due parti uguali (Spazio e Terra) non perpendicolarmente (staticità), ma con una parte che avanza ed una che recede, una sorta di gonfiore, fermentazione. Cielo e Terra, “nati” dal Fuoco, sono necessari ed indissolubili l’uno all’altra, proprio perché “fotografati” nel movimento; l’uno è nell’altra, una parte del Cielo nella Terra, una parte della Terra nel Cielo. Nella femmina il maschio, nel maschio la femmina, nel fisico il metafisico, nel metafisico il fisico, nella materia lo spirito, nello spirito la materia. Sta a noi non cascare nella maya, nell’illusione della divisione, della separazione e ripercorrendo la via del Fuoco a ritroso sapremo riunire, ritrovare l’armonia e finalmente tornare all’Uno. Frammenti del tutto che tornano all’Uno.
Il fuoco della passione.
Tutte le grandi opere sono nate dal fuoco generato dalla passione. Michelangelo, quando lavorava al Mosè o alla Cappella Sistina, era ossessionato dalla sua opera. Alessandro Magno, nella sua avanzata fino ai confini della Cina e in India, viveva una ininterrotta ebbrezza di conquista che talvolta si traduceva in eccessi. Ma lo stesso avviene ai grandi filosofi, ai grandi scienziati. Galileo e Newton vivevano momenti di esaltazione: sentivano di aver scoperto il linguaggio di Dio. Sono ancora più violente le passioni ideologiche e politiche. Leggendo gli scritti giovanili di Marx vieni afferrato dall' onda del suo odio e ancor più succede col Mein Kampf di Hitler. Gli uomini politici capaci di trascinare le masse hanno sempre emozioni violente e una determinazione fanatica. Una immensa energia che travolge ogni ostacolo. In alcuni casi le vocazioni sono precoci, ma altre volte questi personaggi vanno alla ricerca della propria strada a tentoni, tanto da apparire ora stupidi ora folli.
L'energia, la volontà di potenza e la sete d' amore vengono prima del loro oggetto, prima di essere rivolte a una meta, prima di trovare la propria forma e diventare chiamata. Nietzsche dice che l'arte è una danza in catene, se togli le catene hai solo scatenamento caotico. Ma il confine fra l'energia e la sua forma è sempre labile, sempre sul punto di essere superato. Molti pittori, molti musicisti rock si sono dissolti nelle droghe. In altri casi avviene come una scissione. Simenon era meticoloso, scriveva con assoluta regolarità, il suo commissario Maigret è sposato, abitudinario, privo di ogni erotismo. Ma lui, Simenon, si abbandonava a eccessi di sessualità sfrenata. E quando, come in Aristotele, S. Tommaso o Michelangelo la passione si esprime tutta nell' opera, hai sempre l' impressione di un titano incatenato.
Si arriva a concludere che senza il fuoco della passione non si fa nulla. L' innamorato che fa mille chilometri per baciare la sua amata non è un folle, ma un saggio, perché ha capito che l'amore è darsi totalmente. Ma senza una meta, senza un progetto, senza la guida della volontà, il fuoco della passione diventa cenere. Bisognerebbe essere abbastanza forti da trasformare questo fuoco in saggezza e illuminazione o si trasformerà in possessività e cinismo; gelosia; rabbia fino a bruciare in odio